Come funziona il corpo · La spalla · Davide Scuderi
La spalla: l'articolazione più mobile del corpo, e il prezzo che paga
Una pallina appoggiata su un piattino: è la spalla. Libertà enorme, incastro quasi nullo. A tenerla al suo posto non sono le ossa, sono i muscoli — e la scapola che deve scorrere sul torace.
La spalla vera e propria — quella fra omero e scapola — ha una forma strana: una testa grande appoggiata su una cavità piccola e poco profonda. È stata paragonata a una pallina da golf sul suo supporto. L'incastro osseo è quasi nullo, ed è voluto: è quello che permette di portare il braccio dappertutto, sopra la testa, dietro la schiena, in giro.
La stabilità arriva da altro. Un bordo di cartilagine che allarga un po' la cavità, i legamenti, e soprattutto quattro muscoli che avvolgono la testa dell'omero e la tengono centrata mentre il braccio si muove: la cuffia dei rotatori. Non sono muscoli che sollevano; sono muscoli che centrano. Quando lavorano male, il braccio si alza lo stesso, ma la testa dell'omero scivola e sfrega dove non dovrebbe.
Poi c'è la parte che si dimentica: la scapola. È appoggiata sulla gabbia toracica e scorre sopra le coste, senza un'articolazione vera. Quando alzi il braccio, circa due terzi del movimento li fa la spalla e un terzo lo fa la scapola che ruota. Se la scapola non scorre — perché il dorso è rigido, perché i muscoli che la muovono sono deboli — il braccio si ferma prima, e la spalla ci mette il resto forzando.
Sopra tutto questo c'è un tetto osseo, l'acromion, e sotto il tetto passano un tendine e una borsa. Lo spazio è di pochi millimetri. Basta che la testa dell'omero salga un po', o che il tetto si abbassi perché la scapola è inclinata male, e quello che passa lì sotto viene compresso a ogni sollevamento.
È per questo che una spalla che fa male non si guarda solo nella spalla. Si guarda come scorre la scapola, com'è il dorso, se la cuffia sta facendo il suo lavoro di centraggio. Il dolore è nella spalla; il motivo, spesso, è attorno.
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