Schiena e zona lombare

Mal di schiena: prima di trattarlo, capiamo da dove arriva

Una schiena che si blocca, che si irrigidisce al mattino, che non regge più una giornata in piedi o seduta. Il dolore ti dice dove; la valutazione serve a capire perché — e a scegliere l'intervento giusto per te, non per il sintomo.

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Trattamento manuale della schiena nello studio di Modena

Come si presenta

Le storie sono diverse ma si somigliano: un blocco improvviso chinandosi (il classico «colpo della strega»); una rigidità che al mattino ci mette mezz'ora a sciogliersi; un dolore sordo che compare dopo un'ora seduti o in piedi; una schiena che «si fa sentire» da mesi e che hai imparato a proteggere, evitando di sollevare, di piegarti, di fare sport.

Perché lo stesso sintomo può avere origini diverse

La colonna non lavora da sola: sta in mezzo a un bacino, due anche, un diaframma che respira e un dorso che ruota. Quando uno di questi anelli fa meno del dovuto — un'anca che ha perso mobilità, un diaframma che non scende, un dorso irrigidito dalla scrivania — il carico non sparisce: se lo prende la zona lombare, che regge finché può. Poi fa male. Ma non è lei la colpevole: è quella che ha retto più a lungo.

Ci sono anche schiene che fanno male perché sono state messe in pensione: dopo un episodio si smette di caricarle, i tessuti si indeboliscono, la soglia dell'allarme si abbassa, e sollevare la cassa dell'acqua diventa un problema. Stessa parola, «mal di schiena», ma qui l'intervento è quasi l'opposto: non calmare, ma ricostruire tolleranza un po' alla volta.

Cosa guardo alla prima valutazione

Come ti pieghi e come ti rialzi, quanto ruotano le anche, quanto collabora il dorso, come respiri sotto sforzo, se un lato lavora come l'altro. Test muscolari e di movimento che ripeteremo a fine seduta. Ti chiedo di vecchi traumi, interventi, cicatrici: una cicatrice sull'addome può c'entrare con una schiena che si blocca sempre dallo stesso lato.

Come scelgo l'intervento

Se prevale uno spasmo di difesa, la prima cosa è calmare: lavoro manuale, respiro, movimento piccolo e frequente. Se prevale una zona vicina che non collabora, lavoro lì, e la schiena spesso si scarica da sola. Se prevale la paura di muoversi e la perdita di tolleranza, l'intervento è un piano di carico progressivo con un criterio semplice: fastidio fino a 3 su 10 va bene, e la mattina dopo non devi stare peggio.

Cosa cambia, e come lo misuriamo

Rifacciamo gli stessi test della prima ora. Il criterio non è solo «come ti senti», ma cosa riesci a fare: piegarti, sollevare, stare seduto più a lungo. Nella maggior parte degli episodi acuti il miglioramento arriva in pochi giorni; nei problemi che durano da mesi servono di norma alcuni incontri, e te lo dico dall'inizio.

Quando non sono io la persona giusta

Vai prima dal medico, non da me, se insieme al mal di schiena compaiono debolezza alle gambe che peggiora, formicolio in entrambe le gambe, difficoltà a controllare intestino o vescica, febbre, un dolore che non cambia con la posizione o che ti sveglia di notte, oppure se il dolore è comparso dopo un trauma importante. Sono situazioni rare, ma non si aspetta.

Per approfondire

Hai un fastidio che torna sempre?

La prima valutazione serve esattamente a questo: capire da dove parte, prima di decidere cosa fare.

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60 minuti · Via Capilupi 21, Modena · Cosa succede alla prima valutazione