Schiena · Davide Scuderi
Sollevare: la tecnica conta meno di quanto credi
«Piega le gambe, non la schiena.» È la regola che tutti conoscono, e che quasi nessuno rispetta quando si china a prendere una penna da terra. Poi, il giorno che la schiena si blocca, la prima cosa che ti dici è: ho sollevato male.
Piegare le gambe e tenere il peso vicino al corpo è un buon modo di sollevare, e sui carichi pesanti fa la differenza. Ma c'è una cosa che si osserva spesso, e che la regola non spiega: la maggior parte degli episodi arriva su gesti banali. Una penna, un calzino, il sacchetto della spesa. Carichi che una schiena in forma solleva mille volte senza pensarci.
Quando succede su un gesto piccolo, il problema raramente è la tecnica di quel gesto. È quanto la schiena era pronta a reggere quel giorno. Una notte dormita male, tre settimane senza muoversi, una tensione accumulata: la capacità di carico scende, e il gesto che ieri era niente oggi supera la soglia.
Per questo la domanda che faccio in studio non è «come hai sollevato». È «com'era la tua schiena nelle settimane prima».
Cosa aiuta davvero, allora. Una schiena che regge è una schiena che viene usata: sollevare cose, con criterio e progressione, la rende più capace, non più fragile. Non da un giorno all'altro — un po' per volta, con carichi che crescono. È l'opposto dell'istinto, che dopo un episodio dice di proteggerla evitando tutto.
E la tecnica? Resta utile, soprattutto su pesi importanti e gesti ripetuti: piegare le gambe, tenere il carico vicino, non girarsi con il peso in mano. Ma è un aiuto, non un'assicurazione. Una schiena che regge poco si blocca anche sollevando bene.
Una precisazione onesta: se la schiena si blocca spesso su gesti minimi, o se il dolore scende lungo la gamba, non è una questione di tecnica né di forza. È una cosa da guardare, e prima si guarda meglio è.
Questo articolo è informativo e non sostituisce una valutazione. Se il fastidio è comparso di colpo, peggiora o si accompagna ad altri sintomi, parlane prima con il tuo medico.