Cervicale e testa · Davide Scuderi
Quando il mal di testa non viene dal collo
Se hai un mal di testa che torna, qualcuno ti avrà detto che «è la cervicale». A volte è vero. Spesso è la spiegazione più comoda, non la più giusta.
Il collo può c'entrare, e quando c'entra ha una firma riconoscibile: il dolore parte dalla nuca e sale, cambia se muovi la testa o se resti a lungo nella stessa posizione, e di solito è più forte da un lato. Se ti riconosci, ha senso guardare il collo. Se invece nessuno di questi tratti ti somiglia, cercare lì può far perdere tempo.
Ci sono altri due posti da cui il mal di testa arriva spesso, e vengono guardati poco.
La mandibola. Se stringi i denti di notte o quando sei concentrato, il muscolo che chiude la bocca lavora per ore, e il dolore si sente alle tempie, sopra le orecchie, a volte dietro l'occhio. Molti «mal di testa da cervicale» partono trenta centimetri più avanti.
Gli occhi. Ore a fuoco sullo schermo alla stessa distanza, una vista che è cambiata senza che tu abbia aggiornato gli occhiali: il dolore arriva a fine giornata, sulla fronte e attorno agli occhi. Non è un problema muscolare, e non lo risolve nessun trattamento: lo risolve un controllo della vista.
Come si distinguono? Facendo caso a tre cose: dove comincia, cosa lo cambia, quando arriva. Il collo si muove con la testa; la mandibola si sente masticando o stringendo; gli occhi peggiorano con lo schermo e si calmano chiudendoli. Sono indizi, non certezze — ma orientano su dove guardare per primo.
E poi la cosa che va detta prima di tutte. Se il mal di testa è comparso all'improvviso ed è il più forte della tua vita, se peggiora di giorno in giorno, se arriva con febbre e collo rigido, se porta disturbi alla vista o alla parola, o se ti sveglia di notte: non è né collo, né mandibola, né occhi. Va da un medico, subito.
Questo articolo è informativo e non sostituisce una valutazione. Se il fastidio è comparso di colpo, peggiora o si accompagna ad altri sintomi, parlane prima con il tuo medico.