Respiro e stress · Davide Scuderi
Il bambino che non sa soffiarsi il naso: cosa può fare una mano
Fino ai tre o quattro anni quasi nessun bambino sa soffiarsi il naso. Ci prova, tira su, e il muco resta lì: nel naso, in gola, e — questa è la parte che preoccupa i genitori — vicino alle orecchie. Perché fra il naso e l'orecchio c'è un canale, la tuba, e nei bambini piccoli è corto, stretto e quasi orizzontale. Quando il naso è pieno, quel canale fa fatica a svuotarsi, e l'orecchio ne risente: pressione, fastidio, notti agitate, e in alcuni bambini un'otite dietro l'altra.
Prima di tutto, il confine. Il pediatra è il primo riferimento, sempre: se c'è febbre, se il bambino si tocca l'orecchio e piange, se esce liquido dall'orecchio, se sembra sentire meno o respira con fatica, si va da lui, e se serve una terapia si fa quella. Niente di quello che segue la sostituisce.
Il lavaggio nasale con la fisiologica è la prima cosa, e il pediatra ve l'avrà già detto: pulisce dove il bambino non arriva.
Poi c'è una cosa in più, che spesso i genitori non conoscono: aiutare con le mani quel canale a svuotarsi. Si chiama massaggio tubarico, ed è più semplice di quanto sembri. Non è un massaggio dell'orecchio: è un lavoro leggerissimo attorno all'orecchio e lungo il collo, per accompagnare verso il basso i liquidi che ristagnano.
Come si fa, in tre gesti. Il bambino tranquillo, magari dopo il bagnetto o mentre guarda qualcosa. Primo: con i polpastrelli, piccoli cerchi lentissimi davanti all'orecchio, dove si sente muoversi la mandibola quando apre la bocca — dieci, quindici cerchi, con una pressione che non lascia il segno. Secondo: dietro il lobo, lo stesso, piccoli cerchi. Terzo: dal dietro dell'orecchio si scende lungo il collo, lentamente, fino alla base, come per accompagnare qualcosa verso il basso — cinque, sei passaggi. Tutto insieme dura tre minuti, e si può ripetere due volte al giorno. Se il bambino si irrita, si smette e si riprova un'altra volta: la manovra funziona solo se è leggera, e solo se lui la accetta.
Una precisazione onesta: le prove scientifiche su queste manovre sono poche, e quello che posso dirti è quello che si osserva — bambini che dopo qualche giorno respirano meglio, dormono meglio, e genitori che hanno qualcosa da fare invece di aspettare. Non è una cura dell'otite. È un aiuto al drenaggio, che si affianca a quello che dice il pediatra.
E c'è la parte che riguarda il corpo intero, anche nei piccoli. Un bambino che respira dalla bocca per settimane tiene la mandibola socchiusa, la testa un po' in avanti, il collo rigido: sono le stesse cose che si vedono negli adulti, in piccolo. In studio, con i bambini, si lavora così: piano, con i genitori presenti, e insegnando a loro i gesti da rifare a casa. Perché la mano che serve ogni giorno non è la mia: è la vostra.
Questo articolo è informativo e non sostituisce una valutazione. Se il fastidio è comparso di colpo, peggiora o si accompagna ad altri sintomi, parlane prima con il tuo medico.