Respiro e stress · Davide Scuderi
Sinusite: quando è da medico, e quando il lavoro sui tessuti aiuta
«Ho la sinusite» è una frase che si dice per tante cose diverse, e siccome si affrontano in modi diversi, vale la pena distinguerle.
I seni paranasali sono cavità nelle ossa del viso, collegate al naso da piccoli canali. Quando la mucosa che li riveste si infiamma e i canali si chiudono, il muco ristagna: pressione, naso chiuso, dolore al viso che peggiora piegandosi in avanti. Quasi sempre comincia con un raffreddore, e quasi sempre passa in una o due settimane da solo. A volte no: se dopo dieci giorni non migliora, se peggiora dopo essere migliorato, se c'è febbre alta e muco denso e colorato, può essersi aggiunta un'infezione batterica, e quella la valuta il medico — con una terapia, se serve. Se invece i sintomi durano mesi o tornano di continuo, si parla di sinusite cronica, e lì serve l'otorino, che guarda dentro e decide.
Questo è il confine, e va rispettato: la sinusite in fase acuta, o quella cronica, la gestisce il medico. Il mio lavoro non la cura e non pretende di farlo.
Sta invece in un altro posto, e ha senso in due momenti. Quando la fase acuta è passata ma il viso resta pesante e il naso non si è riaperto del tutto: i tessuti attorno sono ancora gonfi, e il linfodrenaggio — movimenti leggeri che accompagnano i liquidi verso i linfonodi del collo — aiuta a svuotarli. Spesso la sensazione di alleggerimento arriva già durante la seduta; quanto dura dipende da quanto è spenta l'infiammazione sotto. E quando la sinusite torna spesso: perché chi ha il naso chiuso per settimane cambia il modo di respirare, e quel cambiamento resta anche dopo. Respiro dalla bocca, mandibola socchiusa per ore, collo che si irrigidisce, diaframma che lavora meno. Sono cose che il medico non tratta, e che invece pesano sulla volta successiva.
Cosa si fa in studio, concretamente. Prima il collo, perché è la via d'uscita dei liquidi del viso: se è rigido, tutto il resto serve a poco. Poi il drenaggio del viso, dalla fronte alla mandibola. Poi i muscoli della mandibola e del collo, che dopo settimane di respiro dalla bocca sono stanchi. Poi il diaframma e il respiro dal naso, perché il corpo torni ad usare la strada giusta. Sessanta minuti, e si capisce se ha senso continuare.
Quello che non faccio: non lavoro durante una fase acuta con febbre, non tocco un viso con dolore forte o gonfiore caldo, non prendo in carico una sinusite che non è mai stata vista da un medico. In quei casi la prima tappa è un'altra, e te lo dico.
Se ti riconosci nel «non mi si è mai riaperto del tutto» o nel «ogni inverno ci ricasco», parliamone. È la parte della storia che di solito nessuno guarda.
Questo articolo è informativo e non sostituisce una valutazione. Se il fastidio è comparso di colpo, peggiora o si accompagna ad altri sintomi, parlane prima con il tuo medico.