Sport e allenamento · 1 settembre 2026 · Davide Scuderi
Quanto dolore puoi accettare mentre ti alleni
È la domanda che mi fanno tutti quelli che tornano a muoversi dopo un problema: se mi fa un po' male, devo fermarmi?
La risposta breve è no, non sempre. Quella lunga è più utile, perché ti dà un criterio invece di una sensazione.
Immagina una scala da 0 a 10, dove 0 è niente e 10 è il dolore peggiore che riesci a immaginare. Fino a 3, vai: è un fastidio accettabile. Fra 4 e 5, rallenta: riduci il carico, le ripetizioni, la velocità, non smettere del tutto ma abbassa. Sopra 5, fermati per oggi. Non è mancanza di coraggio, è informazione: quel carico oggi era troppo.
C'è però un secondo controllo, e conta più del primo: come stai il giorno dopo. Il dolore deve rientrare entro ventiquattro ore, e la mattina seguente non devi stare peggio di com'eri. Se ti svegli più rigido e più dolente di prima, ieri hai esagerato, anche se durante l'esercizio eri a 2.
Perché un criterio così, invece del semplice "se fa male non farlo"? Perché fermarsi del tutto ha un costo. Un tessuto che non riceve carico si indebolisce, e un corpo che smette di fare le cose tende a diventare più sensibile, non meno. Aspettare di stare perfettamente bene prima di ricominciare è il modo più sicuro per non ricominciare mai.
Attenzione al confine, perché questo criterio non vale sempre. Vale per i fastidi che ti porti dietro da tempo e che conosci: un tendine, una schiena che si fa sentire, un ginocchio noto. Non vale per un trauma appena successo, per un'articolazione gonfia e calda, per un dolore comparso di colpo dopo un movimento sbagliato, o per una zona che non riesci proprio a muovere. Lì la regola è un'altra: fermarsi e farsi valutare.
E se il dolore resta fisso sullo stesso numero per settimane senza mai scendere, il problema non è quanto stringere i denti: è che il piano va cambiato.
Questo articolo è informativo e non sostituisce una valutazione. Se il fastidio è comparso di colpo, peggiora o si accompagna ad altri sintomi, parlane prima con il tuo medico.