Come si presenta
«Ho la cervicale» è la frase con cui arrivano in tanti. Dietro ci sono cose diverse: due cordoni duri sopra le spalle che nessun massaggio scioglie per più di un giorno; una rigidità che limita la rotazione quando guidi; un mal di testa a cerchio che comincia verso le quattro del pomeriggio; formicolii alla mano che compaiono di notte; una mascella che al risveglio è stanca come dopo aver masticato per ore.
Perché il collo lavora per due
La testa pesa quattro o cinque chili. A reggerla non c'è solo il collo: sotto ci sono le scapole e la parte alta della schiena, che fanno da base. Se quella base si irrigidisce — dopo anni di scrivania capita spesso — il collo si ritrova a fare due mestieri: reggere la testa e compensare quello che il dorso non fa più. I muscoli sopra le spalle diventano duri perché stanno lavorando, non per capriccio. Ecco perché il massaggio dà sollievo ma non dura: togli la tensione al muscolo che fa gli straordinari, ma il lavoro da fare resta lo stesso.
C'è poi la mandibola, che stringi senza accorgertene quando sei concentrato o mentre dormi. Il muscolo che la chiude è tra i più potenti del corpo per la sua dimensione, e quando lavora tutta la notte la tensione sale alle tempie e scende ai muscoli sotto la nuca. Certi fastidi al collo del risveglio hanno origine trenta centimetri più avanti.
Cosa guardo alla prima valutazione
Quanto ruota il dorso con le braccia incrociate, quanto si apre la parte alta della schiena, come stanno le scapole, come respiri (un respiro alto e corto tiene collo e spalle in tensione), la posizione di riposo della mandibola, e se i formicolii cambiano muovendo la testa, il braccio o il polso. Non tutti i colli hanno sotto un dorso rigido: a volte il problema è davvero locale. La valutazione serve a distinguerlo, non a confermare una teoria.
Come scelgo l'intervento
Se la base non collabora, lavoro lì: mobilità del dorso, scapole, respiro, e il collo si alleggerisce di conseguenza. Se la mandibola stringe, la tratto e ti insegno la posizione di riposo: labbra chiuse, denti staccati, lingua al palato. Se è locale, intervengo sul collo, con manualità e movimento. In tutti i casi la cosa che aiuta di più fuori dallo studio non è un esercizio: è alzarsi trenta secondi ogni quarantacinque minuti. Il collo non si stanca delle posizioni, si stanca dell'immobilità.
Cosa cambia, e come lo misuriamo
Rotazione, apertura del dorso, quante ore alla scrivania prima che il collo si faccia sentire, quanti giorni dura il sollievo. Se dopo il primo intervento il beneficio tiene più a lungo di prima, siamo sulla strada giusta; se non tiene, cambiamo ipotesi, non aumentiamo la dose.