Postura · 11 settembre 2026 · Davide Scuderi
La postura giusta non esiste
«Stai dritto con la schiena.» Te lo sei sentito dire da bambino, e adesso te lo dici da solo ogni volta che ti accorgi di essere curvo sulla sedia. Poi dopo due minuti sei di nuovo come prima, e te ne fai una colpa.
Il punto è che stai cercando una cosa che non esiste: una posizione giusta da tenere.
La colonna è fatta di ventiquattro vertebre, di dischi che si idratano muovendosi, di muscoli che si stancano se restano contratti. Nessuna di queste parti è pensata per stare ferma in una posizione — nemmeno se quella posizione è «corretta». Un'ora seduto dritto e impettito affatica quanto un'ora seduto curvo, a volte di più: tenere la posizione è un lavoro.
Quello che si osserva nelle persone che stanno bene non è una postura perfetta. È che si muovono spesso. Cambiano appoggio, si spostano sulla sedia, si alzano, accavallano le gambe e le cambiano. Il corpo distribuisce il carico invece di scaricarlo sempre sullo stesso punto.
Allora la domanda utile non è «come devo stare». È da quanto sto così.
Tre cose che valgono più di qualunque correzione:
Cambia posizione prima di sentirne il bisogno, ogni trenta o quaranta minuti, anche solo spostandoti sulla sedia.
Alzati due volte all'ora per mezzo minuto. Non serve camminare: serve interrompere.
Metti lo schermo all'altezza degli occhi, così il collo non deve reggere la testa piegata in avanti per ore.
Una precisazione onesta: non sto dicendo che com'è fatta la tua schiena non conti. Ci sono curve strutturate, differenze di appoggio, vecchie storie che lasciano il segno, e quelle si guardano una per una. Sto dicendo un'altra cosa — che la postura non è una posa da imparare, è un repertorio di posizioni che il corpo alterna.
Se la schiena ti fa male dopo una giornata alla scrivania, raramente il problema è che stai male seduto. È che stai seduto uguale per otto ore.
Questo articolo è informativo e non sostituisce una valutazione. Se il fastidio è comparso di colpo, peggiora o si accompagna ad altri sintomi, parlane prima con il tuo medico.